giorni

Pubblicato su Pensieri il 24 Febbraio 2009 da giosafat

Ci sono giorni in cui sei triste. Sei triste e scrivi per cercare di sfogarti in qualche modo.
Ci sono giorni in cui sei felice. Sei felice e scrivi per far sapere a tutti quanti che sei felice.

Altri giorni sei triste o felice, ma non ti va di scrivere. E non si sa perché.

lucine

Pubblicato su Pensieri con i tag il 25 Dicembre 2008 da giosafat

Natale

Ed è di nuovo il Natale.

Non so perché, ma le lucine colorate mi hanno sempre messo un po’ di malinconia. Lucine lungo i corrimani dei balconi fuori dalle case, in lontananza da sopra un treno che intanto corre veloce, lucine che timide ricordano anche ai quartieri periferici della città che è festa. Teneri puntini luminosi in una notte troppo buia, neanche lontanamente ricordano le fastose decorazioni del centro commerciale, e tanto meno quelle dei film in tivù. E anche queste altre mi fanno una strana impressione. Sono così appariscenti, poco sincere, finte.

Le persone d’altro canto sembrano assomigliare in tutto e per tutto alle luminarie. Si dice che il cane assomigli al proprio padrone, forse posso azzardarmi a dire che lo stesso vale per le decorazioni. Ci sono luci bianche o colorate, fisse o a intermittenza, palle luminose o semplici lampadine, alberi in fibra ottica per tipi hi-tech e musicali per chi vuole che anche l’udito abbia la sua parte, spropositate reti luminose che imbrigliano intere case americane e piccoli fili sopra la vetrina del negozio dietro l‘angolo. Luci fastose o malinconiche che per un mese all’anno si ritrovano ad essere accese per illuminare pezzi di mondo in maniera diversa. Spesso senza neanche sapere il perché.

Che Natale è senza regali? Malinconia. Quest’anno c’è la crisi, bisogna risparmiare. Gli italiani nel 2008 spenderanno solo 5 miliardi di euro per le spese natalizie. Fasto. C’è chi però alla settimana bianca non potrà affatto rinunciare. E al cotechino la notte del 31.

A me piacciono campanelle, candele, fiocchetti rossi e stelle di natale … Auguri!

Intanto in una piccola capanna, al buio e lontano da tutti, nasce un bambino.


Lello Analfino, Peppe Cubeta, Max busa – Bonanova

ci vediamo su fèisbuc!

Pubblicato su Internet, Pensieri il 29 Novembre 2008 da giosafat

villaggio globale

È da un po’ che non sento più parlare del villaggio globale. Le cose da fuori sembrano tutte molto più grandi e spaventose di quanto effettivamente non siano, e adesso che ci siamo dentro anche noi non ci facciamo più tanto caso. Anzi, passato il periodo di quarantena e scongiurato il pericolo millantato per mesi dalle TV, stiamo pian piano imparando ad uscire fuori dalle nostre casette globali per avventurarci nei vicoli digitali e nelle piazze virtuali.

Se mia nonna dice sempre di stare attento e diffidare dei vicoli bui per evitare incontri sconvenienti, nel villaggio globale il pericolo incombe soprattutto nei grandi punti di ritrovo quali piazze, centri commerciali, gallerie d’arte.

Nel villaggio globale questi punti di ritrovo sono costituiti dai social network, cioè reti sociali virtuali. Una social network consiste di un qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, a interessi e hobby comuni. Per far parte di un social network occorre creare un proprio profilo personale, partendo da informazioni come il proprio indirizzo email fino ad arrivare agli interessi e alle passioni. A questo punto è possibile invitare i propri amici a far parte del proprio network, i quali a loro volta possono fare lo stesso, cosicché ci si trova ad allargare la cerchia di contatti con gli amici degli amici e così via.

loghi

Nel nostro bel villaggio ne abbiamo per tutti i gusti e le esigenze, ci sono piazze (MySpace.com o Facebook), centri commerciali (ebay), gallerie fotografiche (flickr), laboratori musicali (last.fm) e di video (youtube). Non mancano anche imprese di costruzione che offrono di costruire edifici a nostro piacimento secondo i nostri bisogni. Possiamo costruire giornali (livejournal.com, blogger…), forum (forumfree.net), o addirittura intere piazze personali (ning.com).

Tuttavia non ci hanno mai detto che di questo mondo elettronico non saremo mai i proprietari, tuttalpiù potremo essere sventurati inquilini costretti a pagare l’affitto. Si, siamo in affitto! Perché sebbene tutti questi social network apparentemente sembrano gratuiti in realtà li paghiamo a un prezzo molto caro. Paghiamo non solo tramite la pubblicità ma soprattutto con i dati che noi e i nostri amici inviamo a ogni clic, dando a molte delle principali multinazionali la possibilità di analizzare e controllare i nostri gusti e le nostre amicizie (e di vendere i risultati al miglior offerente).

È cchiu babbu carnalivari o cu cci va appriessu? È più scemo il carnevale o chi ci va dietro?

Ecco finalmente ho finito, e quest’articolo mi piace! Sono soddisfatto! …e ora che faccio? Mi sa che andrò a vedere se ci sono nuove notifiche su fèisbuc.

semper ad meliora?

Pubblicato su Pensieri il 17 Novembre 2008 da giosafat

thinking

Il tempo delle mele, il tempo degli addii, il tempo di nascere, crescere, morire. Il tempo che viene e che va. Ogni cosa a suo tempo.

Studiando scopro che durante la metamorfosi che un individuo subisce dal concepimento alla morte, ogni cellula di cui questo è composto, per fenomeni genetici o epigenetici, sa esattamente quale ruolo ricoprire a ogni stadio dello sviluppo dell’organismo. A stadi diversi corrispondono comportamenti cellulari diversi che su larga scala determinano i cambiamenti somatici.

Tuttavia mi fa pensare il fatto che il tempo influisce irrimediabilmente anche sulla nostra testa. Non capisco perché più la barba diventa folta e pungente, più i pensieri diventano standard e tristi. Le idee cadono giù dalle tempie insieme ai capelli. È triste non avere nessun motivo per prendere una matita e un foglio di carta e disegnare. Ed è ancora più triste rendersene conto e nonostante ciò continuare a non farlo. Perché crescendo si peggiora invece di migliorare?

di un fil di lana non so più fare una collana …

Musica…!

Pubblicato su Amore, Diario di bordo, Musica, Pensieri il 10 Novembre 2008 da giosafat

Era da molto tempo che pensavo di voler fare una cosa del genere. Con Laura più volte abbiamo cercato di organizzarci, ma non siamo ancora riusciti ad arrivare a qualcosa di concreto. L’altra sera invece, colta l’occasione al volo, sono andato al teatro. Signore e signori “Serata Cultura“!. Ad esibirsi non una compagnia di attori, bensì un gruppo vocale composto da sette elementi, quattro maschi e tre femmine, noti al panorama nazionale per aver partecipato alla trasmssione televisiva XFactor: i Sei Ottavi.
Impensabili virtuosismi vocali, sensazionali riarrangiamenti di canzoni e motivi dal piccolo e grande schermo, un repertorio che partendo dalla musica classica arriva a Michael Jackson pasando per innumerevoli altri generi, e tutto senza accennare l’utilizzo di strumenti musicali. Mi rendo conto anch’io che sarebbero stati più che superflui.
Minuto dopo minuto, brano dopo brano, una strana sensazione di appagamento.

Musica, suoni. Serie ordinata di compressioni e rarefazioni del mezzo aria, che collega le vibrazioni di un corpo in oscillazione con l’organo percettivo di un individuo responsabile della creazione di una sensazione “uditiva” direttamente correlata alla natura della vibrazione. Eeeh? Cosa? …troppo semplice!!!

Già troppo semplice, quando ci si mette di mezzo il cuore diventa sempre tutto più complicato, molto. E poi chissà dove si trova l’anima.. forse tra l’incudine e il martello? Boh! Ma deve essere per forza da qualche parte! È come un motore a scoppio: da una parte entra la benzina (la musica), il pistone (il cuore) si avvicina pigramente, la candela (l’anima) infiamma tutto, BOOM, il pistone va via all’impazzata e prende via una strana reazione a catena che poi fa muovere un’intera automobile. Emozione. Emozione, smuovimento di sangue.

E alla fine uno strano sorriso ti si stampa sulla faccia inebetita.

dilemmi a priori

Pubblicato su Diario di bordo, Musica, Pensieri, Politica il 26 Ottobre 2008 da giosafat

Ma che casino! L’Italia è sotto l’assedio degli universitari. Diritto allo studio o diritto a manifestare? Atroce dilemma. Fino a che punto è giusto sospendere le lezioni, indire assemblee permanenti o, nei casi più estremi, occupare la sede di una facoltà?

C’è chi dice che la legge 133 sarà la morte del diritto universale allo studio e alla ricerca. Altri dicono che sarà la fine dell’era degli sprechi e delle baronie. Diversi modi di guardare ai tagli. A chi bisogna credere: a chi auspica l’intervento delle forze armate prima e si rimangia tutto il giorno dopo, oppure a chi si fa la faccia bella dimostrandosi interessato alla questione, vicino ai diretti interessati, ma il cui impegno non va oltre belle parole dette qua e la per i talk show televisivi?

Italia si, Italia no, la strage impunita. Puoi dir di si, puoi dir di no, ma questa è la vita. Quanti problemi irrisolti, ma un cuore grande così. Una pizza in compagnia, o una pizza da solo? Un totale di due pizze e l’Italia è questa qua. Perché la terra dei cachi è la terra dei cachi.

zucca vuota

Pubblicato su Diario di bordo, Pensieri il 19 Ottobre 2008 da giosafat

Mi sento proprio la zucca vuota in questo periodo. Non che manchino gli stimoli, anzi. Tra il casino che sta succedendo all’università e le varie piccole esperienze di vita di ogni giorno, ce ne sarebbero di cose da dire, da fare, e da pensare.
L’altro giorno in TV hanno trasmesso una puntata dei Simpson nella quale il signor Burns andava a fare degli accertamenti medici. Dal referto risultava essere affetto da tutte le malattie esistenti, tuttavia, per la teoria della fuga attraverso una porta, i vari mali rimanevano bloccati prima di colpire, proprio come mille persone rimangono bloccate se volessero attraversare contemporaneamente una porta.
Credo che nella mia testa stia accadendo qualcosa di simile. Di certo non perché abbia poi così tanti pensieri, forse solo perché la porticina nella mia testa è molto piccola.

Autunno

Pubblicato su Pensieri, poesia con i tag il 22 Settembre 2008 da giosafat

Lunedì 22 Settembre ore 15.44 inizia ufficialmente l’Autunno! (fonte wikipedia).

Un tuffo nel passato…
Che bello! Autunno, cadono le foglie, le giornate si accorciano, per casa buon odore di caldarroste.

Autunno

Cadono le foglie spinte dal vento
le guarda il bambino ed è contento
Di questo ballo improvvisato
Che le adagia piano sul prato.
Corre il bambino e le raccoglie
Può finalmente toccare le foglie
Gialle rossicce ed arancione
Sono i colori di questa stagione.
Ecco l’autunno è ritornato!
Lo dicono le foglie, gli alberi, il prato.

foglie gialle

Ma dove ve ne andate,
povere foglie gialle,
come tante farfalle
spensierate?
Venite da lontano
o da vicino?
Da un bosco
o da un giardino?
E non sentite la malinconia
del vento stesso
che vi porta via?

Trilussa

Il grembiulino blu. Dietro il banco di scuola un bambino agita i piedini impaziente e intanto disegna. Rosso, giallo, un pizzico di arancione, di nuovo il rosso e adesso un tocco di marrone. Tanti sogni mal celati dai suoi grandi occhioni. La mamma più tardi lo porterà in campagna. Nocciole, mandorle e castagne lo aspettano. Riuscirà a non rovinare tutto facendo una delle sue solite marachelle?

Spiralità del tempo

Pubblicato su Diario di bordo, Pensieri con i tag il 20 Settembre 2008 da giosafat

A volte mi chiedo perché il capodanno sia il 1° Gennaio, e in fondo pensandoci, non ha molto senso come cosa. Da un punto di vista climatico è in un periodo freddo, morto, di letargia. Da un punto di vista sociale e umano è proprio in mezzo alle balle; per carità è un ottimo pretesto per prendersi una pausa, ma non mi dà nessuna sensazione di nuovo né di inizio.

Tuttavia tutti sanno che la rinascita della natura è la primavera, mentre la “rimorte” dell’uomo è l’autunno al rientro dalle vacanze estive. E infatti, come ogni anno a settembre, puntuali ci ritroviamo tutti quanti con la voglia di ripartire per affrontare un nuovo cammino invernale.
La storia è sempre quella: le scuole sono già iniziate, ovviamente tranne il liceo classico che posticipa l’apertura di una settimana, per il festival del Gelato arrivano le prime piogge e si abbassa la temperatura, si iniziano a fare i primi viaggi da Palermo per sistemare la casa che tra breve diventerà la dimora invernale.
Con nostalgia riguardi all’estate appena trascorsa, ripercorri i giorni e le avventure ancora fresche nella mente. Con gli occhi persi nel vuoto tiri un sospiro. Allora, per non cadere in depressione, cerchi un aiuto in altri ricordi, e con la mente voli fino a un anno prima, allo stesso sfortunato periodo di adesso, per riscoprire strategie di sopravvivenza dimenticate. Ti rendi conto che è tutto inutile.
Purtroppo non c’è una legge matematica adatta per l’occasione. Vuoi o non vuoi le situazioni non sono quelle dell’anno scorso e ogni tua prossima azione sarà unica e irripetibile.

Per fortuna la ciclicità che caratterizza la nostra esistenza ha risparmiato qualcosa. Seppur giriamo in tondo e alla fine ci ritroviamo punto a capo, però abbiamo per le mani qualche strumento ogni volta diverso che caratterizzerà il nostro prossimo giro. E chissà se poi il tempo non è una molla invece che un cerchio…

ombre di un anno trascorso

Pubblicato su Diario di bordo, Pensieri il 14 Settembre 2008 da giosafat

Uao un anno!! Cazzo un anno!!
Impressioni e pensieri rimodellati dalla mia testa in costante evoluzione. Il mondo intorno a noi è sempre lo stesso, l’ho imparato a scuola studiando i classici dell’oratoria greca e latina. Piuttosto cambia il nostro modo di vederle le cose, nel nostro individuale processo di crescita. Cambia il modo di vedere, leggere, immaginare, interpretare e scrivere. È strano e straordinario notare la differenza, sia nei contenuti che nello stile, tra i miei stessi scritti, nel breve arco di un anno.
E triste ma bello. Non mi riconosco. Mi sento distante da me stesso. Già, ma chi sono io? Un corpo? O forse la sua ombra? Così poco tenuta in considerazione l’ombra, ma anche così voluttuosa, così miriadiforme, che se anche stai fermo il sole intorno fa il resto.